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29/09/2008
Deposito unico delle scorie nucleari, la sede non sarà in Piemonte.

"Il Governo stia ai patti. L'impegno ad individuare al più presto, con il consenso delle Regioni, il deposito unico nazionale delle scorie nucleari presenti in Italia non può essere disatteso. Il tentativo di allargare la necessità di deposito alle scorie che deriverebbero dalla futura ipotetica scelta energetica nucleare, oltre ad essere prematura, esula dai compiti che un apposito decreto ministeriale ha affidato ai tecnici.
C'è il rischio che mischiando le carte in questo modo non si arrivi neanche alla risoluzione dell'emergenza oggi esistente che grava soprattutto sul Piemonte": lo ha dichiarato l'assessore regionale all'Ambiente, Nicola de Ruggiero, al termine dei lavori del tavolo tecnico Stato-Regioni sul deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, il gruppo di lavoro che ha il compito di individuare tipologia, procedura e metodolgia di selezione per la realizzazione del sito unico.

"Dal tavolo è emerso un documento - continua l'assessore - che fa esplicito riferimento ai rifiuti radioattivi attualmente presenti in Italia o che vi faranno ritorno a seguito di accordi internazionali, sottolineando inoltre la necessità di una procedura concertatata per la scelta del sito unico. Sull'argomento le Regioni hanno condiviso le caratteristiche di quello che, oltre ad essere un deposito, dovrà essere un vero e proprio parco tecnologico, in cui inserire un centro di ricerca ed alta formazione in materia di energie rinnovabili".

"Questa è anche un occasione - conclude de Ruggiero - per ribadire la posizione negativa della Regione Piemonte sulla riapertura di una stagione nucleare in Italia e che né Saluggia, né Trino saranno sede del sito unico. Non ci sono oggi le condizioni tecniche ed economiche per sostenere tale scelta. Il Piemonte, con oltre l'80% delle scorie presenti in Italia da più di vent'anni, testimonia tutta la difficoltà a gestire un ciclo complesso come quello del nucleare".




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