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03/10/2008
Alessandria, i Nas alla ricerca del latte cinese.

Dopo i controlli e i sequestri effettuati mercoledì in provincia di Asti, i carabinieri del Nas di Alessandria hanno battuto a tappeto negozi e supermercati dell’Alessandrino alla ricerca di latte in polvere e altri prodotti di origine cinese che potrebbero esser stati contaminati dalla melammina.
Negli ultimi giorni l’allarme sembra essere rientrato, ma i controlli continuano in accordo con il ministero del Welfare, e varie sono le irregolarità riscontrate che hanno portato al sequestro di numerose derrate alimentari.

Al setaccio ieri dunque i negozi e i supermercati della provincia di Alessandria allo scopo di accertare se oltre al latte in polvere siano in commercio prodotti, sempre provenienti dalla Cina - come dolciumi, patatine e altri generi alimentari - che potrebbero esser stati contaminati dalla sostanza, derivato della plastica, usata come fertilizzante ed entrata nella catena alimentare attraverso l’alimentazione delle mucche.
L’allarme nell’Alessandrino è scattato dopo la denuncia del Codacons che ha rilanciato la preoccupazione in merito alla presenza di melammina e altre sostanze nocive nei prodotti made in Cina.

I carabinieri del nucleo antisofisticazione di Alessandria avrebbero già effettuato alcuni sequestri inviando i prodotti sospetti al laboratorio dell’Arma per essere analizzati.

Allo stato non sarebbero emersi riscontri preoccupanti ma i sospetti ci sono e ora sono al vaglio di esperti analisti. E in attesa dei primi risultati proseguono a ritmo serrato da parte dei carabinieri del Nas i controlli non solo nei supermarket ma anche in piccoli negozi e soprattutto nei ristoranti gestiti da cittadini cinesi, questi in particolare potrebbero utilizzare prodotti non conformi alle norme igienico-sanitarie. Così come accaduto mercoledì a Bergamo, ad Asti, a Piombino e a Ostia.
In provincia di Bergamo sono stati sequestrati, sempre a opera de Nas, 100 chilogrammi di alimenti in una rosticceria cinese a causa di «accertate carenti condizioni igienico-sanitarie e congelamento abusivo di prodotti destinati all’alimentazione umana». In provincia di Asti ed a Piombino, i Nas hanno invece posto il vincolo su 50 chili di prodotti alimentari, sempre per violazioni alle norme igienico-sanitarie e strutturali dell’esercizio commerciale e dell’area cucina.

A Ostia, infine, il nucleo antisofisticazione dei carabinieri ha denunciato il titolare di un ristorante cinese per aver fornito agli avventori prodotti ittici e a base di carne abusivamente congelati, dichiarandoli invece come freschi.

Di fronte alla presenza di alimenti potenzialmente nocivi che potrebbero essere in circolazione negli esercizi commerciali piemontesi, il consigliere regionale alessandrino, Ugo Cavallera, ha rivolto un’interpellanza alla Giunta regionale affinché si attivi adottando nuove misure di sicurezza. Cavallera chiede anche vengano aumentati i controlli locali, dando specifiche indicazioni in merito ai servizi di competenza delle Asl della provincia di Alessandria.
Il consigliere regionale ha incalzato inoltre il governo regionale piemontese affinché solleciti la definizione di una normativa che imponga in etichetta l’indicazione dell’origine dei prodotti alimentari.

fonte: secolo XIX





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