Con 22 voti favorevoli e 8 contrari il Consiglio Comunale ha approvato, nella seduta di ieri sera, la proposta all'Ordine del Giorno 'Controdeduzioni alle osservazioni presentate dai cittadini al progetto preliminare relativo alla Terza Variante strutturale al Piano Regolatore Generale vigente ai sensi del comma 4 dell'articolo 17 della L.U.R. n. 56/77 e s. m. e i. secondo le procedure di cui al Titolo IV bis. Adozione progetto preliminare modificato'.
L'assessore all'Urbanistica, Giuseppe Giordano, ha introdotto la discussione rilevando il lungo e articolato lavoro alla base di un progetto che, dopo l'approvazione di ieri sera, passerà alla Conferenza di Pianificazione (composta da Comune, Provincia e Regione) per poi tornare al Consiglio Comunale per la sua adozione definitiva: "Abbiamo iniziato nel 2007 ed il lungo iter è dovuto anche alla Legge Regionale del 2008 sulla Valutazione Ambientale Strategica secondo la quale i Comuni possono decidere se dotarsene o no. Il Comune di Alessandria ha optato per la seconda ipotesi".
La variante prevede tre pilastri: assetto idrogeologico, residenziale e identificazione del centro storico.
A questi sono stati aggiunti altri aspetti come la tutela della Cittadella, della Caserma Valfrè ("Abbiamo tolto, normandole, il cosiddetto buco nero in cui si trovavano entrambe") e delle case in terra cruda, il futuro del nuovo Ospedale, l'adeguamento a provvedimenti già assunti per aree diventate produttive (come, per esempio, quella di San Michele, ceduta a Valorial e già venduta), l'individuazione e la ridefinizione di aree residenziali (per edilizia residenziale pubblica e non), l'attenzione alle energie rinnovabili e la ridefinizione delle aree di tutela archeologica extra vincolo stabile.
"Questa è una Variante che permetterà una rivisitazione della città - ha continuato l'assessore Giordano - con l'inserimento di elementi sempre dibattuti ma mai normati e che determina una rivisitazione delle strategie urbanistiche. Si stanno, finalmente, affrontando problematiche che affondano le radici in 20 anni fa".
L'assessore ha, quindi, sottolineato il grande lavoro fatto per la zona collinare con gli interventi dell'AMAG e con un investimento, nel 2009, pari a 14 milioni di Euro per sottoservizi.
Il presidente della Commissione Politiche del Territorio, Giuseppe Caridi, ha sottolineato l'importanza di un lavoro, articolato e complesso, che ha cercato di dare risposte alle esigenze della città con particolare attenzione alle norme che incentivano l'uso di tecniche eco-sostenibili ed il risparmio energetico: "Questa è una Variante che parla di sviluppo".
Il consigliere Giorgio Barberis ha ringraziato l'assessore Giordano per la chiarezza dell'esposizione ma, in sede di dichiarazione di voto, ha anticipato il proprio parere negativo poiché "nella sostanza il Piano non è cambiato dopo i dubbi sollevati sulla Valfrè. Ci sono ancora aspetti che ci lasciano insoddisfatti".
Il consigliere Mario Bocchio ha parlato, invece, di "operazione importante che tiene conto dello sviluppo di Alessandria nel rispetto delle sue peculiarità". "Se fatto con le dovute maniere - ha concluso - il Piano Regolatore è un volano per lo sviluppo economico".
Il consigliere comunale Enrico Mazzoni ritiene che non si possa parlare di "svolta epocale". "Quello che si fa qui oggi è lo stesso ragionamento complessivo che si faceva prima e che, se non cambierà la legge, si farà in futuro". "In 3 anni e mezzo - ha continuato - nulla è cambiato per il centro storico: non si è risolto, per esempio, il problema dei parcheggi. Non si vede, in questo Piano, nessuno sviluppo per questa città".
Di parere opposto il capogruppo Fabrizio Priano che individua, invece, elementi di forte sviluppo: "Basti pensare alla Caserma Valfrè, all'individuazione dell'area per il nuovo Ospedale e al grande impegno per le case in terra cruda".
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