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13/10/2010
Una partita di calcio si trasforma in una serata di assurda violenza.

Ancora una volta la violenza primeggia nel calcio per colpa di un gruppo di delinquenti che fanno di uno sport una scusa per portare scompiglio.
Italia-Serbia è stata sospesa dopo appena 7' di gioco. L'arbitro Thomson ha fermato la gara dopo che alcuni tifosi serbi, assiepati nella curva Nord del 'Ferraris' di Genova hanno lanciato diversi fumogeni nell'area presidiata dal portiere azzurro Viviano, una partita cominciata in ritardo per un gruppo di bestie che a volto coperto per non farsi riconoscere dalle telecamere hanno creato scompiglio e danni.
Anche fuori dallo stadio scontri e disordini. Dopo la decisione di sospendere la partita i serbi hanno aperto i cancelli e sono usciti, la polizia è intervenuta per ricacciarli all'interno dello stadio "Ferraris". Si è scatenato l'inferno: scontro corpo a corpo, fumogeni e lanci di oggetti. Scontri anche nella piazza tra i pullman. Il bilancio finale parla di 16 feriti, di cui due carabinieri, e 17 arrestati. Tra loro c'é anche l'uomo tatuato che, tronchesi alla mano, ha tagliato la rete della gabbia all' interno della quale, dentro lo stadio, erano stati confinati i circa 2.000 hooligan di Belgrado. Lo hanno trovato le forze dell'ordine dopo le perquisizioni andate avanti tutta la notte: era nascosto nel vano motore di uno dei pullman che avrebbero dovuto riportare a casa gli ultras. E' stato identificato attraverso una data che è tatuata sull'avambraccio dell'uomo.

La polizia ha fatto scendere gli hooligan già saliti sui bus per le perquisizioni. Sequestrati bastoni, spranghe, coltelli e uno zainetto con all'interno dei grossi petardi o bombe carta.
Ma questa gente doveva andare ad una partita o in guerra?






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