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28/07/2011
Quattro zone per misurare la qualità dell’aria.

Per il rilevamento della qualità dell'aria è al via in Piemonte un progetto di zonizzazione, già approvato dal ministero dell'Ambiente, che prevede la diminuzione da 66 a 42 delle stazioni di rilevamento, con la divisione in quattro zone: l'agglomerato (con 32 Comuni), la pianura, la collina e la montagna. Tale classificazione, basata sui dati rilevati negli ultimi anni rispetto agli usi del territorio, la densità abitativa, la densità emissiva e la qualità dell’aria, non solo permetterà di ottenere una valutazione anno per anno della qualità dell'aria, individuando in maniera più dettagliata le aree di superamento dei livelli minimi di emissioni, i fattori che condizionano i superamenti e le sorgenti su cui agire, ma consentirà anche di ridimensionare, in termini di apparecchiature e quindi anche di costi di manutenzione, l’intera rete di rilevamento regionale che da 66 stazioni di rilevamento fisse passerà a 42 colonnine fisse.

La novità è emersa dal Tavolo regionale permanente per la qualità dell'aria, i cui lavori si sono svolti il 26 luglio presso la sede dell'assessorato regionale all'Ambiente e sono stati coordinati dall'assessore Roberto Ravello, alla presenza di assessori e tecnici delle Province e dell’Arpa.

Gli ultimi dati Arpa, raccolti nella relazione dell'Ambiente 2011, dicono per il biossido di zolfo, il monossido di carbonio, il benzene e i metalli la situazione appare migliorata rispetto agli anni passati, e il rispetto dei limiti risulta garantito su tutto il territorio. Invece per le polveri sottili, il biossido di azoto e l'ozono i limiti stabiliti dalla normativa europea sono superati con modalità e frequenze ancora preoccupanti in vaste zone del Piemonte. Per le Pm10 in particolare, a fronte dei 35 superamenti consentiti nell'arco dell'anno, se ne registrano da 38 a Druento-La Mandria fino a 131 a Torino-Grassi e anche fino a 45 superamenti nelle zone di mantenimento. In ogni caso la situazione ha riscontrato negli ultimi anni importanti segni di miglioramento: si è ridimensionata l’area in cui permane la situazione di superamento della media annua, ma resta purtroppo molto estesa quella in cui si verificano più di 35 superamenti/anno della media giornaliera, anche è diminuito sensibilmente il numero dei giorni.

Durante la riunione Arpa ha fornito aggiornamenti sulle analisi di scenario che si intendono avviare per poter valutare preventivamente in modo scientifico ed obiettivo gli effetti dei singoli provvedimenti che si intende adottare ex ante, ribaltando l’impostazione fino ad oggi seguita, spesso legata alla logica dell’emergenza: scenari realistici, proiettati al 2015 e 2020, che tengono conto delle evoluzioni tecnologiche e comportamentali, nonché delle misure di intervento definite ai vari livelli (comunitario, nazionale, regionale); esplorativi, che possono comprendere da una parte la verifica di eventuali correttivi rispetto alle misure già pianificate, dall’altra potenziali misure di riduzione delle emissioni relative ad un determinato comparto; di sintesi, combinazione dei due approcci precedenti in cui azioni specifiche di riduzione delle emissioni non sono riferite all’anno in corso ma proiettate su scenari tendenziali.

“Le analisi di scenario - commenta Ravello - rappresentano una rivoluzione nell'impostazione metodologica e un ribaltamento culturale nell'approccio amministrativo. Consentiranno di passare da un modello di rilevamento dati a un modello previsionale capace di simulare effetti e azioni che si intendono adottare, e eventualmente ricalibrare azioni già messe in atto. Alla soddisfazione per il lavoro svolto da Arpa, su cui sono riposte molte aspettative, aggiungo un particolare orgoglio per il lavoro svolto dalla Direzione Ambiente della Regione, che ha portato all'approvazione da parte del Ministero dell’Ambiente della nostra proposta di zonizzazione, unica a livello nazionale per metodi e strumenti all’avanguardia”.

“Dall’ultima convocazione di febbraio molto è stato fatto - conclude Ravello - Si è provveduto alla definizione dei criteri per il rinnovo del parco mezzi pubblici piemontesi, che porterà alla sostituzione dei vecchi bus Euro 0 ed Euro 1 con mezzi più nuovi e meno inquinanti; non meno importante la proposta di eliminare dal prossimo settembre il bollino blu per i veicoli Euro 3, 4 e 5”.





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