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18/03/2012
Asti, gli etruschi tornano in Piemonte.

Palazzo Mazzetti di Asti ospita fino al 15 luglio 2012 un grande evento che analizza, per la prima volta, il rapporto socio-culturale tra il Mediterraneo e il popolo etrusco, che entr in stretto contatto con le comunit indigene della valle del Tanaro, ebbe inevitabili riverberi nellItalia settentrionale e nellEuropa celtica e, con i suoi intensi traffici, diffuse idee e costumi caratteristici del mondo greco-omerico e levantino.

La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti con la collaborazione scientifica dei Musei Vaticani, con il sostegno della Regione Piemonte e il coordinamento organizzativo di Civita, presenta 300 oggetti, in molti casi inediti, provenienti dai Musei Vaticani e dalle principali istituzioni museali e culturali italiane (Soprintendenze per i Beni archeologici della Toscana, dellEtruria meridionale e Beni archeologici del Piemonte, il Museo archeologico e darte della Maremma di Grosseto, il Museo civico archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia, il Castello di Racconigi, i Musei Civici di Asti, la Biblioteca dellArchiginnasio di Bologna, la Biblioteca Reale di Torino). A questi si aggiunge la straordinaria ricomposizione di una tomba a camera etrusca dipinta, detta della Scrofa nera, restaurata in occasione della mostra, con una scena di banchetto aristocratico del V secolo a.C., suggestivamente ambientata nel suo contesto originale.

Il percorso espositivo, suddiviso in due parti: la prima si apre con lElmo crestato villanoviano in bronzo, simbolo del primo contatto tra gli Etruschi e la comunit della valle del Tanaro, ritrovato proprio ad Asti alla fine dellOttocento, forse donato a un capo locale da uno dei principi-guerrieri che nella seconda met dellVIII sec. a.C. dallEtruria giunsero in queste zone per aprire nuovi sbocchi al commercio; la seconda con lanalisi dei cerimoniali del banchetto, nelle sue diverse rappresentazioni, documentate da servizi di pregio, arredi ed eloquenti immagini di pittura e scultura. In chiusura viene infatti riproposto il lussuoso gabinetto etrusco del Castello di Racconigi, commissionato da re Carlo Alberto al genio artistico di Pelagio Palagi. Per la prima volta sono raccolti assieme disegni originali, arredi e decori dello studiolo neoclassico: un omaggio al rapporto fra Etruschi e Savoia e al gusto artistico alletrusca che si diffuse in Europa fra Sette e Ottocento.

Una grande esposizione - la definisce lassessore regionale alla Cultura, Michele Coppola - dedicata alla civilt che fu la prima cerniera culturale fra il mondo mediterraneo e lEuropa celtica allestita in una sede non casuale: uno dei pezzi di maggior pregio infatti lelmo crestato villanoviano in bronzo, celato per molti secoli nelle acque del Tanaro e riportato alla luce, nel 1875, durante i lavori condotti presso il ponte della strada per Nizza Monferrato.






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