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13/04/2012
Nuova riunione dell’Euroregione Alpi-Mediterraneo.

Il presidente del Piemonte, Roberto Cota, ha presieduto l’11 aprile a Torino l’incontro con i rappresentanti dell’Euroregione Alpi-Mediterraneo, convocato per esaminare le proposte della Commissione europea sulla programmazione della politica regionale per il periodo 2014-2020.

Nel precedente incontro del 10 febbraio a Lione, Cota era stato designato fino a fine 2012 (con il raddoppio del mandato) presidente dell’Euroregione, di cui fanno parte Piemonte, Rhône-Alpes, Valle d’Aosta, Liguria e PACA.

“Abbiamo avuto l’occasione di lavorare con l’intento di avere una posizione comune rispetto al grande progetto di una Macroregione alpina, di cui si discuterà nell’incontro di San Gallo del 28 giugno - ha dichiarato Cota al termine della riunione - Questa iniziativa darà opportunità di sviluppo a territori che sono omogenei dal punto di vista economico, sociale e culturale attraverso strategie comuni in grado di intercettare specifiche opportunità previste a livello europeo. In una realtà sempre più globalizzata come quella di oggi, l’Unione Europea ha un senso nella misura in cui riconosce diritti e possibilità di iniziativa a regioni omogenee disposte a collaborare su specifiche tematiche. Noi non vediamo le Alpi come un elemento di divisione, ma come un elemento di unione”.

Intervenendo nel pomeriggio alla seconda edizione dei “Colloqui franco-italiani”, Cota ha sostenuto l’importanza di un “Piemonte autonomo, in particolare in materia fiscale, come la Baviera per evitare che le imprese chiudano o vadano via. Difendere oggi l'identità di un territorio vuol dire poter parlare con dei territori che hanno dei sistemi socio-economici omogenei. Noi abbiamo questa responsabilità e anche questa possibilità di costruire uno scenario futuro diverso mediante politiche di cooperazione. Mi pare un processo naturale, dovendo confrontarci da un lato con un fenomeno come quello della globalizzazione e dall'altro con nuove istituzioni come quelle dell'Unione Europea. All'interno di quella che sarà la Macroregione alpina esistono per esempio Stati che garantiscono ai vari territori dei gradi di autonomia molto importanti dal punto di vista fiscale e questi gradi di autonomia consentono di realizzare delle politiche mirate di attrazione degli investimenti. Quindi - ha concluso il presidente - se noi siamo all'interno di un sistema che è quello dell'Unione Europea perché non dovremmo poterci interfacciare pretendendo questi gradi di libertà dal punto di vista delle politiche fiscali? Oggi troppe nostre aziende non ce la fanno più e, con l'ulteriore inasprimento della pressione fiscale che c'é stato, o chiudono o vanno via".

I rappresentanti delle cinque Regioni hanno condiviso una visione comune rispetto al prossimo periodo di programmazione della politica regionale europea 2014-2020, sottolineando il valore strategico della cooperazione territoriale europea, nell’ambito della quale le Regioni transfrontaliere dovranno essere protagoniste di un futuro economico più solido. Sono stati molti gli argomenti trattati, dalle politiche per la montagna, ai trasporti, ai fondi strutturali, alla necessità di attivare strumenti europei per lo sviluppo di turismo e cultura. Spetterà al Comitato di pilotaggio dell’Euroregione realizzare un documento che rappresenti la posizione comune relativamente alla nuova politica regionale europea e predisporre un testo politico unitario e di forte coesione in vista del prossimo incontro di San Gallo.







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