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08/06/2012
Il Piemonte leader nell’utilizzo dei fondi europei.

La Regione Piemonte continua ad essere ampiamente sopra la media nazionale per capacità d’impegno e per efficienza realizzativa delle iniziative attivate con i fondi europei. La conferma è arrivata durante i lavori del comitato di sorveglianza del programma operativo del Fondo sociale europeo 2007-2013, svoltasi il 7 giugno a Torino.

Aprendo la riunione, l’assessore regionale al Lavoro, Claudia Porchietto, ha manifestato “l’intenzione di partire proprio da questa best practice per candidare il Piemonte a modello sperimentale in Italia sia in termini di politiche attive rivolte a combattere la disoccupazione, sia per la vocazione delle nostre misure a costruire una ‘Generazione di talenti piemontesi’ che costituiscano la migliore ossatura della comunità di domani”.

“In un momento nel quale a livello nazionale si solleva il problema della capacità di spendere i fondi comunitari da parte degli enti pubblici - ha sostenuto Porchietto - il Piemonte si dimostra esempio per il Paese. In particolare, registra una capacità d’impegno pari al 65,23% contro il 55% a livello nazionale, e una efficienza realizzativi del 44,2% contro il 34% di media in Italia. L’ampio ventaglio di azioni promosse e realizzate nel 2011 ha permesso di raggiungere notevoli risultati sotto il profilo dell’avanzamento fisico del programma: al 31 dicembre risultavano avviati oltre 17.000 progetti, coinvolte quasi 238.000 persone e circa 49.000 imprese”.

Anche quest’anno i lavori del comitato di sorveglianza hanno rappresentato un’importante occasione per compiere un bilancio sull’attuazione delle politiche e delle azioni regionali di tutela e sviluppo del “capitale umano” realizzate con il prezioso contributo del FSE, per contrastare la grave crisi occupazionale, per trarre le indicazioni necessarie per definire le prossime direttrici di lavoro in un’ottica di rilancio della crescita e sostegno alla ripartenza del nostro tessuto economico e sociale attraverso il rafforzamento del capitale umano.

“Il contesto socio-economico - ha dichiarato l’assessore - nel 2011 ha risentito ancora delle conseguenze legate all’onda lunga della crisi finanziaria, innescata dal crollo degli strumenti derivati legati al mercato immobiliare statunitense e – dopo una breve e flebile ripresa – ritornata a farsi sentire pesantemente a causa dei timori di default per i debiti sovrani dei Paesi mediterranei dell’UE e di alcuni Stati neocomunitari. La situazione occupazionale e del mercato del lavoro ha visto un lieve miglioramento degli indici relativi all’occupazione (23.000 unità, +1,2% su base annua) e alla disoccupazione, rimasta stabile al 7,6%. È necessario però guardare anche al 2012, che presenta dati tornati negativi. In Piemonte le persone in cerca di occupazione salgono dalle 159.000 del primo trimestre 2011 a 184.000 (+15,6%), e il tasso relativo passa dal 7,7% all'8,9%. Un dato che deve far riflettere soprattutto il Governo nazionale, sollecitandolo ad attivare adeguate politiche industriali”.

Porchietto ha poi tracciato anche gli obbiettivi da raggiungere: “Costituiranno priorità il censimento sistematico e il riutilizzo di tutte le economie per impiegare al meglio tutte le risorse, la programmazione strategica regionale e la progettazione delle singole linee di intervento in una logica sempre più focalizzata sui target dei destinatari, piuttosto che sugli strumenti di attuazione, l’integrazione dei tradizionali interventi formativi, fortemente caratterizzati in termini di rafforzamento dell’occupabilità e rispondenti a specifiche necessità del contesto regionale e provinciale, con l’erogazione di specifici servizi al lavoro, ed avviare l’accreditamento per i servizi in modo da mettere a fattor comune degli utenti le peculiarità del sistema pubblico e privato. La sfida è sostenere lo sviluppo ed il consolidamento sul territorio di reti e filiere di servizi e soggetti differenti, capaci di operare in maniera sinergica e coordinata nella risposta ai bisogni dei lavoratori e delle imprese piemontesi. Solo in questo modo saremo in grado di mobilitare le capacità progettuali e realizzative necessarie per sfruttare appieno la sfida che la nuova programmazione delle politiche di coesione ci pone, favorendo il protagonismo dei territori ed al contempo un ruolo sempre più efficace di governo ed indirizzo da parte della Regione”.







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