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09/07/2012
Gioco d’azzardo: in cantiere un progetto per gli studenti.

L’assessore all’Istruzione della Regione Piemonte, Alberto Cirio, interviene sul tema del contrasto alla dipendenza dal gioco d’azzardo, tornato all’attenzione in questi giorni anche del Consiglio.

“Abbiamo in cantiere - annuncia - un progetto di sensibilizzazione rivolto agli studenti piemontesi, che avvieremo nel prossimo anno scolastico: vinceremo partendo da scuola una patologia grave e pericolosa, esattamente come le tossicodipendenze. Combatterla già a partire dai giovani è fondamentale per ridurne le conseguenze e fare in modo che non continui a diffondersi”.

“Ho anticipato alla Commissione consiliare competente il lavoro che la Giunta ha in cantiere per lanciare una specifica campagna di sensibilizzazione del mondo scolastico - continua Cirio - Il Piemonte è stato un pioniere nel trattamento delle patologie legate al gioco d’azzardo, quando ancora non era stata riconosciuta come dipendenza a tutti gli effetti. Dalla seconda metà degli anni ’90 a oggi sono stati sempre di più i Sert che hanno dedicato energie specifiche a questa patologia e non è un caso che la nostra regione sia stata capofila del progetto nazionale finanziato dal Ministero della Salute. Nel 2010 il Consiglio regionale ha anche approvato una proposta di legge al Parlamento per vietare l’installazione e l’uso nei locali e luoghi pubblici delle macchinette da gioco. Un impegno che non si ferma: nel prossimo Piano delle Dipendenze 2012-2015 verrà ufficialmente inserito anche il gioco d’azzardo e poi porteremo questo lavoro all’avanguardia anche nelle scuole, stanziando risorse specifiche con l’aiuto del Consiglio e della Consulta dei Giovani”.

In Piemonte dal 2005 al 2010 i pazienti affetti da ludopatia grave presi in carico dal sistema sanitario regionale sono passati da 166 a 821, con un incremento di quasi il 500% (rappresentano il 3,5% dei pazienti totali interessati da dipendenze sul territorio piemontese). A questi si aggiungono altri 863 casi di dipendenza di livello secondario. L’incremento dal 2009 al 2010 è stato del 49%, segnale della diffusione del fenomeno ma anche della crescita del grado di sensibilità sul tema da parte dell’opinione pubblica. Nel 2011 gli italiani hanno speso nel gioco d’azzardo 80 miliardi di euro (dati Istat): circa il 30% in più dell’anno precedente e oltre il 400% in più rispetto al 2003. Questo vuol dire che in media ogni italiano spende in un anno 1300 euro per tentare la fortuna. Per il 2012 si prevede che la spesa totale per il gioco salirà a circa 130 miliardi di euro.






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