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21/09/2012
Parte da Arona la sperimentazione dei Centri di assistenza primaria.

Parte da Arona il percorso di sperimentazione dei Centri di assistenza primaria del Piemonte: l’avvio del progetto è previsto entro la fine dell’anno e sarà sottoposto ad una valutazione ad andamento trimestrale per tutto il 2013.

Il Piano socio-sanitario regionale ha individuato tra gli obiettivi strategici la riorganizzazione della rete territoriale, delineando alcuni interventi prioritari, tra i quali i Cap, strutture polifunzionali che offrono ai cittadini una risposta alla maggior parte dei fabbisogni sanitari (quelli che non richiedono l’intervento di una medicina più sofisticata presente negli ospedali cardine e di riferimento) e che rappresentano il fulcro dell’organizzazione delle cure primarie, con l’obiettivo di fornire un punto di riferimento nella fascia oraria giornaliera.

Il progetto - sviluppato da un gruppo di lavoro composto da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici di continuità assistenziale, personale medico ed infermieristico del distretto di Arona e medici specialisti ospedalieri dell’Asl di Novara - è stato illustrato il 20 settembre dal presidente della Regione, Roberto Cota, dall’assessore regionale alla Sanità, Paolo Monferino, dal direttore generale dell’Asl di Novara, Emilio Iodice, dal sindaco di Arona e presidente della Conferenza dei sindaci del distretto, Alberto Gusmeroli.

La sperimentazione parte da un distretto che comprendente 20 Comuni ed un bacino di popolazione complessivo di 81.594 abitanti, sul cui territorio insiste un presidio ospedaliero dotato di 95 posti letto. Una struttura che, in base alle indicazioni del Piano socio-sanitario regionale, è da riconvertire. Il Cap di Arona sarà un centro medico polifunzionale, dove lavoreranno in equipe i medici di famiglia, gli infermieri, i medici specialisti, le assistenti sociali, il personale di supporto tecnico e amministrativo, per fornire risposte integrate in continuità fra ospedale e territorio e tra servizi sanitari e sociali. Al suo interno vi saranno ambulatori del medico di medicina generale, del pediatra di libera scelta, di medici specialisti ambulatoriali e ospedalieri (specie delle discipline correlate alle patologie cronico-degenerative: diabetologo, oncologo, palliativista, fisiatra.), un centro prelievi, il servizio di radiologia ed ecografia, aree dedicate alla riabilitazione ed all’osservazione del paziente in fase cronica, un punto prenotazioni in rete, uffici amministrativi gestiti da personale Asl, uffici dedicati ai servizi sociali e alle associazioni di volontariato sociale e assistenziale, nonché la guardia medica ed il servizio emergenza 118 in collegamento con la rete per l’emergenza/urgenza ospedaliera. Punti di forza del progetto sono l’approccio multidimensionale, l’integrazione professionale, il miglioramento continuo del processo assistenziale, l’appropriatezza dell’assistenza.

“I Cap - ha sottolineato il presidente Cota - sono uno dei punti qualificanti e portanti della riforma sanitaria. Da un lato infatti c’è la riorganizzazione e l’efficientamento dei numerosi presidi ospedalieri nelle diverse province del Piemonte secondo il principio dell’intensità di cura e della rete, dall’altra puntiamo ad un potenziamento della sanità di territorio, e cioè ad un rilancio del lavoro e dalla funzione di medici di famiglia e pediatri, che sono e dovranno sempre di più essere il fiore all’occhiello della sanità piemontese. Proprio per questo motivo abbiamo pensato all’istituzione dei Cap, veri e propri centri medici polifunzionali a cui il cittadino potrà far riferimento per più ore al giorno e per una ampia serie di servizi e prestazioni sanitarie. In questo modo sarà possibile offrire su tutto il territorio del Piemonte una più efficace cura dei nostri cittadini ed anche un utile filtro rispetto all’accesso, molto spesso improprio, alle strutture ospedaliere. Questo è il modello di una sanità moderna ed efficiente, che all’appropriatezza della cura affianca un razionale uso delle risorse e dei servizi”.

L’assessore Monferino ha puntualizzato che “il Cap darà una risposta concreta ai bisogni della gente. I presidi ospedalieri di Arona e Borgomanero distano pochissimi chilometri l’uno dall’altro. In un’ottica di razionalizzazione del sistema ospedaliero piemontese, si rendono necessarie alcune riconversioni di strutture, anche alla luce dei volumi di attività, previsti pure nel Decreto Sanità recentemente approvato dal Consiglio dei ministri. Ad Arona verrà mantenuto l'ambulatorio di Oculistica, reparto che in questi anni è progressivamente cresciuto ed ha raggiunto l’eccellenza e che continuerà a garantire le attività che necessitano di ricovero ordinario e day surgery presso l’ospedale di Borgomanero. Parallelamente, saranno inseriti nel Cap quei servizi che maggiormente vengono richiesti, grazie anche alla disponibilità e all’aggregazione dei medici di base e dei pediatri. Un processo che consente altresì di prendere in carico i cosiddetti codici bianchi o verdi al di fuori dei Pronto soccorso o dei Dea, dove invece si potranno seguire con maggiore celerità ed efficienza i casi più gravi”.






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