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23/11/2012
Un’annata viticola classificata tra l’ottimo e l’eccellente.

Il castello di Roppolo ha ospitato il 22 novembre “Piemonte Anteprima Vendemmia”, l’annuale appuntamento organizzato da Regione Piemonte e Vignaioli Piemontesi per presentare i dati della vendemmia, dell’annata vitivinicola e per fare il punto sull’andamento di questo importante comparto dell’agricoltura e dell’economia piemontese.

“La manifestazione - ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura, Claudio Sacchetto - è stata una bella e interessante, per la ricchezza e certezza dei dati qualitativi e quantitativi della vendemmia 2012, per le relazioni e comunicazioni sullo stato del comparto vitivinicolo e per l’alto livello di partecipazione del mondo dei produttori anche nella discussione sviluppatasi. Ha anche confermato la forza e la vivacità del comparto vitivinicolo in un contesto economico e sociale affetto da recessione e depressione”.

Quella del 2012 è stata definita la vendemmia più scarsa, in quantità, del secolo. Un calo della produzione di vino che rispetto al 2011 è stato del 6% a livello mondiale e dell’8% a livello nazionale. In Piemonte, con circa 2,4 milioni di ettolitri, il calo è stato ancor più vistoso: -12%. “Ma in generale - ha sostenuto Sacchetto - il calo della produzione è una buona notizia. Lo è sicuramente per il Piemonte, interessato da sempre alla qualità e non alla quantità delle sue produzioni. Un calo che si aggiunge al fatto che finalmente il Piemonte, dopo decenni, non ha più quelle eccedenze strutturali di vini che hanno sempre svilito i prezzi e mortificato i produttori. Tale situazione ha avuto effetti benefici sugli accordi interprofessionali e sulle trattative per i prezzi delle uve, con meno conflittualità e remunerazioni più adeguate e giuste per i produttori”.

“A fronte del calo della quantità - ha concluso l’assessore - abbiamo un’annata viticola classificata tra l’ottimo e l’eccellente. E ne godranno i nostri vini, prodotti tutti in colline e montagna, dove si perseguono, con disciplinare, basse rese per ettaro, proprio per esaltarne le qualità. Vini tutelati da ben 18 docg e 42 doc, il più alto numero, anche in percentuale sul totale prodotto tra le regioni. E su un sistema di grande rilevanza economica e produttiva la Regione conferma l’impegno per sostenerne gli sforzi sul fronte delle tutele, delle leggi e norme di riferimento, e ancor più sul quello finanziario. Pur nella critica situazione attuale, la Regione ha dato attuazione al programma OCM vino, per un investimento di 21 milioni di euro nel biennio 2012-2013, di cui 10 sulla promozione nei Paesi terzi, 6 sulla ristrutturazione e riconversione dei vigneti, 5 per investimenti produttivi e commerciali delle aziende e cantine, 5 sulla promozione in Italia e Paesi UE. Dunque, un grande impegno, in collaborazione con le altre istituzioni, rappresentanze professionali e mondo produttivo, per assicurare un futuro ai nostri produttori. E stiamo parlando, oltre a tutto quello che ruota attorno, di 20.000 aziende vitivinicole piemontesi, altrettante famiglie, che producono grandi vini: una grande risorsa economica e simbolo delle eccellenze piemontesi”.






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