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17/06/2015
Riordino dei servizi psichiatrici.

E' stata dedicata alla psichiatria gran parte della giornata del 16 giugno del Consiglio regionale.
Prima dell'avvio del dibattito, consiglieri, operatori e sindacati del settore, associazioni di utenti e familiari hanno partecipato ad un’audizione alla quale hanno presenziato anche il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, il vicepresidente Aldo Reschigna, gli assessori Antonino Saitta (Sanità) e Augusto Ferrari (Politiche sociali).

I punti principali messi in risalto dall’audizione sono stati il mancato dialogo della Giunta con gli operatori, gli utenti e le famiglie prima dell’aapprovazione il 3 giugno scorso della deliberazione sul riordino della rete dei servizi residenziali psichiatrici ed il timore che il passaggio della classificazione dei gruppi appartamento e delle comunità alloggio dall’ambito sanitario a quello socio-sanitario porti ad un aumento dei costi tramite una compartecipazione della spesa a carico dei Comuni e degli utenti.

In aula l’assessore Saitta è intervenuto per spiegare che “il lavoro che stiamo facendo non è finalizzato a far quadrare i conti” ma certamente “i gruppi appartamento che, oltretutto, non sono accreditati, lavorano con tariffe da 40 euro fino a punte di 165. Dobbiamo fare una ricognizione su quali siano le caratteristiche che devono avere i gestori e quali i criteri dei contributi e mettere in ordine e uniformare le tariffe. Ci viene chiesto anche dalla Corte dei Conti e dal Ministero. Vogliamo mettere al centro la salute del paziente in questa fase di transizione per mettere a punto le nostre misure fino al gennaio 2016 con la collaborazione di tutti i soggetti interessati. Dobbiamo verificare l’appropriatezza delle strutture rispetto ai loro assistiti e arrivare all’accreditamento delle stesse che è molto importante anche per uscire dai vincoli del piano di rientro”.

“Dal punto di vista delle politiche sociali - ha spiegato l’assessore Ferrari - credo che la questione di fondo stia in una domanda: il modo con cui la Regione Piemonte, nell’arco degli ultimi 15 anni, ha applicato i livelli essenziali di assistenza. Spesso il Piemonte ha saputo essere all’avanguardia ed indicare la strada alle altre Regioni, concentrandosi nell’area della integrazione socio-sanitaria sul tema della non autosufficienza”. Importante, ha proseguito l’assessore “l’apertura di un tavolo di confronto con tutte le realtà che operano nel settore e, in quest’ambito, affrontare la questione dei gruppi appartamento per definire la fisionomia che possono avere, tenendo conto dell’importante valenza terapeutica”.

La seduta si è chiusa con l'approvazione di un ordine del giorno che impegna la Giunta regionale a coinvolgere in un tavolo permanente i Dipartimenti di Salute mentale, le associazioni dei pazienti, gli enti gestori e l'Anci, oltre a prevedere un confronto costruttivo tra i soggetti istituzionali interessati per fronteggiare le conseguenze economiche, sociali e sanitarie della delibera.








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