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17/11/2015
Si inizia a lavorare al bilancio 2016.

Il presidente Sergio Chiamparino e il vicepresidente e assessore al Bilancio, Aldo Reschigna, hanno illustrato il 16 novembre, al termine di un incontro tra la Giunta e la maggioranza consiliare, la prima parte del lavoro svolto per arrivare alla predisposizione del bilancio di previsione 2016.

Il disavanzo di amministrazione 2014 ammonta a 1.264.190.000 euro, che dovrà essere ammortizzato in sette anni con quote annue di 180.600.000 euro. I 3 miliardi derivanti dalle anticipazioni ricevute ai sensi del dl 35/2013 comporteranno il pagamento di rate annue da 55.300.000 euro fino al 2044. La ricognizione straordinaria dei residui attivi e passivi al 31.12.2014 comporta un saldo negativo di 1.659.000.000, da ammortizzare in 30 anni con rate annue di 55.300.000 euro. In seguito alla sentenza della Corte Costituzionale sui trasferimenti alle Province del passato la Regione è giunta ad una transazione che porterà ad un trasferimento complessivo di 49.800.000 euro che verrà erogato in parti uguali nel 2016 e nel 2017.

I primi effetti della spending review varata lo scorso anno porteranno ad una riduzione del personale di 281 unità: i 2458 dipendenti in servizio il 31.12.2014 diventeranno 2177 il 31.12.2016, con un risparmio complessivo di 430 milioni.

La dismissione di diversi edifici utilizzati per gli uffici ha comportato una minore spesa di oltre 13 milioni, ed ulteriori 9 milioni sono attesi per il secondo semestre 2016. E’ stato avviato il procedimento di variazione della destinazione urbanistica per la migliore valorizzazione ai fini della vendita per alcuni edifici di Torino (piazza Castello 165, via Tetrarca 44, via Principe Amedeo 17, via Garibaldi 2 e 4, via XX Settembre 74, via Palazzo di Città 7) e per l’albergo rifugio Selleries di Roure (TO).

Le operazioni di spending review comprendono anche la chiusura del piano di rientro della sanità (riorganizzazione della rete ospedaliera e della rete territoriale dei servizi, riduzione delle strutture complesse, atti aziendali concepiti nella logica di area vasta e non a livello di singola azienda), l’attuazione delle riorganizzazione dell’Agenzia per le adozioni internazionali (riduzione dei costi del personale e delle iniziative), dell’Agenzia per la protezione ambientale (razionalizzazione dei servizi e delle sedi dei laboratori) e delle Agenzie territoriali per la casa (ridotte da 7 a 3 con riduzione del 60% dei posti di governance). Inoltre, è stato raggiunto l’importante obiettivo di non intervenire più a ripianare perdite di esercizio degli enti strumentali e partecipati, sono stati avviate operazioni di riduzione dei costi per Ceip e Scr, e nel 2016 si provvederà alla riunificazione delle due finanziarie regionali, ad accorpamenti di società ed alla dismissione di altre.

Il vicepresidente ha quindi annunciato che il bilancio 2016 sarà costruito su entrate certe, perché l’equilibrio d’ora in poi va garantito già a livello di previsione e non solo di rendiconto, e comprenderà due significative voci di spesa rispetto al 2015: 71,5 milioni per maggiori rate di restituzione delle anticipazioni sul dl 35 e 59,3 milioni per pagare alla Cassa Depositi e Prestiti gli interessi di mutui a carico della Regione. Infine, proseguirà la lotta all’evasione sul pagamento del bollo auto, che quest’anno ha già portato al recupero di 40 milioni.

Chiamparino e Reschigna hanno concluso precisando che per quanto riguarda gli investimenti saranno effettuate scelte politiche precise e non tagli lineari su ogni settore, che verranno inserite le risorse di competenza per i fondi europei, dando così un segnale per contribuire alla ripresa socio-economica del Piemonte.
“L’attribuzione delle risorse - ha chiarito il presidente - non c'è ancora. Per poter chiudere dobbiamo ancora reperire 60/70 milioni, che pensiamo di poter colmare con un lavoro attento, senza incidere troppo pesantemente sui capitoli di spesa”. “La situazione - ha rimarcato il vicepresidente - non è rosea. Ma questa amministrazione si assume la responsabilità di quanto ha ereditato dal passato. Avere una Regione fortemente indebitata significa avere in giro per il Piemonte decine di migliaia di soggetti che sono nostri creditori.
E’ un problema che dobbiamo gestire per contribuire alla ripresa economica, e abbiamo il dovere di fare in modo che ciò avvenga senza fare vittime. La ricetta che abbiamo adottato è stata una forte riduzione dei costi di funzionamento della Regione e dei trasferimenti per far funzionare gli enti strumentali. E' un sacrificio, ma è indispensabile".






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